← Torna al blog

Minneriya: il grande raduno degli elefanti al bacino antico dello Sri Lanka

Ci sono spettacoli naturali che la mano dell'uomo ha reso possibili senza volerlo, e quello di Minneriya è forse il più sorprendente di tutti. Nel cuore della zona secca dello Sri Lanka, un bacino artificiale scavato circa diciassette secoli fa richiama ogni anno, al culmine della stagione asciutta, branchi di elefanti asiatici selvatici che escono dalla foresta per pascolare sulle distese d'erba lasciate libere dall'acqua in ritirata. I cingalesi lo chiamano The Gathering, il Raduno, ed è ritenuto una delle più grandi concentrazioni ricorrenti di elefanti asiatici selvatici del pianeta. Vederlo significa assistere a un dialogo fra ingegneria antica e istinto animale che dura da più di un millennio.

L'eredità di un re del terzo secolo

Il bacino di Minneriya, che in Sri Lanka si chiama tank secondo l'uso locale, è attribuito al re Mahasena, sovrano del regno di Anuradhapura nel terzo secolo dopo Cristo. Fa parte della straordinaria rete di opere idrauliche con cui gli antichi regni singalesi resero coltivabile la pianura arida del nord dell'isola: canali, argini e chiuse raccoglievano le piogge dei monsoni perché il riso potesse crescere anche nei lunghi mesi senza pioggia. Ancora oggi il tank alimenta le risaie dei dintorni.

Questa profondità storica è la chiave di tutto. Poiché il bacino esiste da tanti secoli, le praterie, la boscaglia e la foresta secca circostanti si sono organizzate interamente attorno al suo ritmo stagionale. L'area fu dichiarata santuario faunistico nel 1938 e parco nazionale nel 1997, ma il legame fra acqua, erba ed elefanti che queste tutele proteggono è molto più antico di qualunque legge. Pochi luoghi al mondo offrono uno spettacolo così naturale su un palcoscenico così umano.

La stagione secca come regista

Il meccanismo del Raduno è di una semplicità elegante. Da maggio in avanti la stagione secca stringe la sua morsa sul centro-nord dello Sri Lanka. Le pozze d'acqua minori nelle foreste circostanti si restringono fino a sparire, e anche il livello del grande bacino comincia a calare. Ritirandosi, l'acqua scopre ampie fasce di fondale umido e fertile, sulle quali l'erba nuova germoglia con una rapidità sorprendente.

Per un elefante, che deve ingerire ogni giorno quantità enormi di vegetali, l'offerta è irresistibile: pascolo tenero e abbondante accanto a una riserva permanente d'acqua per bere e bagnarsi, con l'ombra della foresta a pochi passi. I branchi che nei mesi umidi vivono dispersi nei boschi convergono così verso la riva, e i numeri crescono con l'avanzare della stagione. Non è una migrazione in senso classico, bensì una concentrazione: un'intera popolazione regionale si stringe attorno all'unico luogo che offre ancora tutto insieme. Quando le piogge tornano, fra ottobre e novembre, le famiglie si dissolvono di nuovo nella foresta, silenziose come erano arrivate.

La società degli elefanti allo scoperto

Osservare il Raduno è una lezione di società elefantina. Gli elefanti asiatici vivono in unità familiari matriarcali: una femmina anziana ed esperta guida figlie, sorelle e i loro piccoli. A Minneriya molte famiglie pascolano l'una in vista dell'altra, situazione insolita per una specie che di norma si disperde nelle foreste fitte. I ricercatori apprezzano il sito proprio per questo: cerimonie di saluto fra gruppi, giochi dei piccoli, sfide rituali degli adolescenti, comportamenti altrove nascosti dal sottobosco qui si svolgono in campo aperto.

I maschi adulti meritano un discorso a parte. Per gran parte dell'anno vivono solitari e si uniscono all'assembramento per nutrirsi e cercare femmine ricettive; i loro duelli dimostrativi, proboscidi intrecciate e fronti puntate nella polvere, sono fra le immagini più intense della stagione. Una precisazione sull'avorio: fra gli elefanti dello Sri Lanka soltanto una piccola minoranza dei maschi porta le zanne, perciò l'incontro con un tusker è un evento raro e prezioso. Vale la pena soffermarsi anche sui momenti minori fra una grande scena e l'altra: una madre che accarezza il piccolo con la proboscide, un giovane che si esercita goffamente a strappare l'erba a ciuffi come fanno gli adulti, il brontolio profondo con cui le famiglie si tengono in contatto a distanza. Un'ora sulla riva di Minneriya insegna sugli elefanti più di intere giornate di safari trascorse altrove. A seconda della serata si contano da poche decine ad alcune centinaia di animali nel pieno della stagione, e nessun pomeriggio somiglia al precedente.

Un corridoio fra tre aree protette

C'è un aspetto che i viaggiatori spesso sottovalutano: il Raduno si sposta. Minneriya fa parte di un paesaggio continuo di aree protette che comprende il vicino parco nazionale di Kaudulla e lo Hurulu Eco Park. Gli elefanti si muovono fra queste zone seguendo i livelli dell'acqua e la ricrescita dell'erba: per loro l'intera regione è un unico territorio, che soltanto gli esseri umani hanno suddiviso in parchi con nomi diversi. Anche la gestione del sistema di irrigazione influisce su dove i branchi si concentrano in una data settimana.

La conseguenza pratica è semplice: la scelta del parco va fatta il giorno stesso, sul posto. Autisti e guide della zona di Habarana si scambiano informazioni di continuo e sanno dove si trovavano i branchi la sera prima. Pretendere questa flessibilità, invece di fissare il programma con settimane di anticipo, aumenta sensibilmente le probabilità di un grande avvistamento.

Gli altri abitanti del parco

Gli elefanti catturano l'attenzione, ma Minneriya premia chi guarda oltre. Il bacino e le sue sponde sono un ottimo terreno per gli uccelli acquatici: i tantali indiani avanzano nelle acque basse, i cormorani asciugano le ali sui rami morti, i pellicani planano sull'acqua aperta, aironi e garzette battono i margini dei canneti. Dalla foresta arriva il canto del gallo di Ceylon, l'uccello nazionale dell'isola, endemico e sgargiante.

Due primati endemici si mostrano con regolarità: il macaco dal berretto, riconoscibile per la calotta di peli disposti a raggiera, e il più schivo langur dalla faccia purpurea. Branchi di cervi pomellati brucano nelle radure, i sambar restano nel folto, i bufali si rotolano vicino all'acqua e i coccodrilli palustri se ne stanno immobili sulle rive come tronchi arenati. Leopardi e orsi labiati frequentano il parco ma qui sono davvero elusivi: ogni incontro va considerato un regalo, mai una pretesa.

Consigli pratici per la visita

Il Raduno cresce con il passare dei mesi secchi; il periodo fra agosto e settembre è considerato in genere il culmine, quando i pascoli scoperti raggiungono la massima estensione. Il safari pomeridiano è la scelta classica: gli elefanti escono dal folto man mano che il caldo si attenua, e la luce radente indora le praterie. La mattina, più tranquilla, è ideale per il birdwatching. Il parco si trova nella Provincia Centro-Settentrionale, vicino alla cittadina di Habarana, in pieno Triangolo culturale: la fortezza rupestre di Sigiriya, i templi nella roccia di Dambulla e le rovine medievali di Polonnaruwa sono tutte a breve distanza. Si entra in fuoristrada con un autista autorizzato. Ultimo consiglio, il più importante: scegliete operatori che mantengano le distanze, non accerchino mai gli animali e spengano il motore durante l'osservazione. Le femmine con i piccoli meritano spazio extra, e un branco che continua a pascolare tranquillo fra i veicoli fermi è la prova migliore di un safari condotto come si deve.

Sulla mappa

Minneriya è un punto luminoso in una regione che ne conta molti, dalle piane alluvionali di Kaudulla alle città regali del Triangolo culturale. Per capire come il parco si collega alle riserve vicine, ai centri abitati e agli itinerari, aprite la nostra mappa interattiva e ingrandite il centro-nord dello Sri Lanka. Ogni scheda rimanda alle informazioni pratiche, e la visione d'insieme chiarisce al primo sguardo perché gli elefanti considerano tutta questa regione un'unica, grande casa.