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La iena maculata: un predatore frainteso

La iena maculata porta con sé una fama che non ha mai meritato. Per generazioni è stata dipinta come una ladra codarda, uno spazzino che ridacchia e sopravvive con gli avanzi di animali più coraggiosi. La realtà, portata alla luce da decenni di paziente lavoro sul campo nel Serengeti, nel Masai Mara e nel cratere di Ngorongoro, è quasi l'opposto. Crocuta crocuta è tra i predatori più capaci dell'Africa, una stratega sociale che vive in clan rigidamente organizzati e abbatte prede di grande taglia grazie alla resistenza e alla cooperazione. Osservare un clan che si desta all'alba significa incontrare un animale assai più complesso di quanto lascino intendere i racconti attorno al fuoco.

Una società governata dalle femmine

Le iene maculate vivono in gruppi sociali chiamati clan, che figurano tra le società più ampie e intricate di qualsiasi carnivoro. Un singolo clan può arrivare a diverse decine di membri, che occupano e difendono un territorio comune del quale percorrono e marcano i confini con secrezioni odorose. Ciò che distingue il clan è che a guidarlo sono le femmine. Le femmine adulte sono più grandi e pesanti dei maschi e li dominano in quasi ogni incontro, che si tratti di una carcassa o di un luogo di riposo.

Il rango all'interno del clan non si conquista solo con la forza bruta, ma si eredita, quasi come un titolo. Un piccolo acquisisce una posizione sociale appena inferiore a quella della madre, cosicché la prole delle femmine di alto rango gode di privilegi fin dalla nascita. Questa struttura conferisce alla società delle iene una stabilità che dura per anni e obbliga ogni individuo a riconoscere decine di compagni di clan, a ricordarne la posizione e ad agire di conseguenza. Questa richiesta di memoria e di calcolo sociale è uno dei motivi per cui i ricercatori considerano la iena maculata straordinariamente intelligente.

Il mito dello spazzino sfatato

La menzogna più tenace sulla iena maculata vuole che essa viva delle prede altrui. In verità è spesso il contrario. Studi accurati del comportamento alimentare nell'Africa orientale e meridionale hanno mostrato che i clan ottengono la maggior parte del cibo cacciando da sé. Ben lungi dal seguire i leoni per rubare loro un pasto, le iene compiono di frequente un'uccisione solo per vedersela poi sottrarre proprio dai leoni.

L'equivoco è comprensibile, perché le iene si nutrono volentieri di carogne quando se ne presenta l'occasione, e in questo eccellono. Ma questo spazzinaggio opportunistico è un'integrazione, non il fondamento della loro dieta. Quando un clan parte a caccia, è in grado di inseguire e uccidere prede che pesano molte volte più di un singolo animale, e lo fa regolarmente in tutto il suo areale.

Costruita per il lungo inseguimento

La iena maculata non è una velocista che colpisce dall'agguato. La sua forza è la resistenza. Con zampe lunghe e un torace profondo, sa sfiancare la preda su grandi distanze anziché coglierla di sorpresa. Una iena in caccia isola un bersaglio da un branco di gnu, zebre o gazzelle e mantiene l'inseguimento finché la preda non si stanca, momento in cui il resto del gruppo si stringe attorno.

La cooperazione moltiplica ciò che un cacciatore solitario potrebbe ottenere. Più iene che agiscono di concerto sanno separare un animale giovane o indebolito dalla sicurezza del branco, coordinare la corsa e avere la meglio su prede che nessun individuo da solo potrebbe sperare di abbattere. Questo gioco di squadra, sostenuto per chilometri, è il motore del successo del clan e la più netta confutazione dell'idea che l'animale sia soltanto un opportunista passivo.

Mascelle che non sprecano nulla

Pochi mammiferi sfruttano una carcassa in modo così completo come la iena maculata. Il cranio e i muscoli masticatori sono fatti per generare una forza di frantumazione enorme, che le consente di spezzare le pesanti ossa degli arti dei grandi erbivori che altri predatori abbandonano. Dietro quelle potenti mascelle si trovano denti specializzati, adatti a rompere l'osso più che a semplicemente recidere la carne.

Ciò che la iena frantuma, sa anche digerirlo. I suoi succhi gastrici scompongono osso, pelle e altro materiale che la maggior parte dei carnivori espellerebbe intatto, ricavando nutrimento da parti di carcassa che nessun leone o leopardo può utilizzare. Per questo gli escrementi della iena sono spesso pallidi, gessosi per il calcio delle ossa ingerite. In un ecosistema, questa capacità fa della iena una riciclatrice scrupolosa, che elimina resti che altrimenti resterebbero a marcire diffondendo malattie.

Una voce per ogni messaggio

Chi ha trascorso una notte nella savana africana conosce il richiamo della iena maculata, anche senza averne mai vista una. Il clan comunica attraverso una gamma notevole di vocalizzi, il più celebre dei quali è il whoop ascendente che si propaga lontano e permette ai membri separati di ritrovarsi nell'oscurità. La risata inquietante che ha valso alla specie il soprannome di iena ridens non è affatto divertimento: è un suono di eccitazione o di stress, che si ode spesso quando gli animali si contendono il cibo o affrontano un rivale dominante.

Oltre ai segnali sonori, le iene si affidano molto all'olfatto. Marcano gli steli d'erba e i confini del territorio con le secrezioni di ghiandole specializzate e si radunano in latrine comuni che rivelano chi è passato di lì. I saluti tra compagni di clan comportano un'ispezione ravvicinata e un cerimoniale, rafforzando legami e gerarchia a ogni ricongiungimento. Insieme, questi canali intrecciano un clan disperso in un tutto coordinato.

Crescere nel clan

I piccoli della iena maculata nascono insolitamente sviluppati, con gli occhi aperti e i denti già presenti, scuri e sorprendentemente attivi fin dal principio. Le madri allevano i cuccioli in una tana comune, un intreccio di gallerie e cunicoli condiviso dalle femmine del clan e dalla loro prole, che diventa il cuore sociale del gruppo. I piccoli trascorrono i primi mesi vicino alla tana, giocando, misurandosi tra loro e imparando la sottile trama di relazioni in cui si muoveranno per tutta la vita.

A differenza dei lupi o dei licaoni, le madri iene non riportano carne da rigurgitare per i cuccioli. Li allattano invece per molti mesi con un latte eccezionalmente ricco, un investimento che lega strettamente la madre ai piccoli e riflette le esigenze dell'allevamento in una società fondata sulla competizione. Il rango ereditato di un cucciolo ne plasma l'accesso al cibo e le prospettive, cosicché la linea materna conta enormemente fin dai primi giorni.

Rivali, vicini e l'equilibrio delle pianure

La iena maculata e il leone sono presi in una delle grandi rivalità dell'Africa. Le due specie si contendono le stesse prede e si derubano a vicenda ogni volta che il numero lo consente, cosicché l'esito di un incontro dipende spesso da quanti individui di ciascuna parte sono presenti. Dove un clan è numeroso e sicuro di sé, le iene possono scacciare i leoni da una preda; dove i leoni dominano, le iene aspettano e osservano. Le loro sorti salgono e scendono l'una contro l'altra con il volgere delle stagioni.

Vista nel suo insieme, la iena maculata non è né un cattivo né un buffone, ma una chiave di volta degli ecosistemi che abita: regola il numero degli erbivori con la predazione e ripulisce il paesaggio dai resti. Liquidarla come uno spazzino significa perdere di vista uno degli animali socialmente più raffinati ed ecologicamente più importanti del continente.

Sulla mappa

Il modo migliore per capire dove prosperano le iene maculate è vedere il loro mondo dispiegato davanti a sé. Sulla nostra mappa interattiva puoi esplorare i grandi ecosistemi di savana dell'Africa subsahariana, dal Serengeti e dal Masai Mara fino al cratere di Ngorongoro e alle riserve del sud, dove i clan percorrono ancora i loro territori sotto le stelle. Segui i parchi, pianifica un itinerario e immagina i whoop che si propagano lontano sulle pianure oscurate quando un clan parte a caccia.