Monti Mahale: tra gli scimpanzé selvatici sulle rive del lago Tanganica
Pochi luoghi in Africa appaiono tanto improbabili quanto Mahale. All'estremo margine occidentale della Tanzania una parete di montagne boscose si leva direttamente dal lago Tanganica, e l'unico modo per arrivarci passa da un piccolo aereo e poi da una barca che scivola su un'acqua tanto limpida da lasciar vedere i pesci sotto lo scafo. Nel parco non entra alcuna strada, nessun fuoristrada raggiunge i campi tendati e non ci sono recinzioni. Ciò che attira i viaggiatori è una delle comunità di scimpanzé selvatici più studiate e allo stesso tempo più accessibili dell'intero continente, insediata esattamente là dove la foresta incontra la riva.
Una foresta addossata a un mare d'acqua dolce
Il parco nazionale dei Monti Mahale occupa una penisola remota sulla sponda orientale del lago Tanganica, tra i laghi più profondi e antichi della Terra. Lo scenario colpisce per la bruschezza dei suoi passaggi. Spiagge di sabbia chiara lasciano il posto, dopo una breve salita, a una densa foresta di pianura, sopra la quale i versanti portano una vegetazione montana fino alle cime più alte. La più elevata, il monte Nkungwe, supera abbondantemente i duemila metri ed è considerata sacra dalle comunità che da tempo abitano queste rive.
Questa concentrazione di ambienti è ciò che rende il parco così ricco. In una sola giornata di cammino si passa dalle praterie in riva al lago a una foresta profonda e umida, dove la volta di rami si chiude sopra la testa e la luce si tinge di verde. Il lago stesso mitiga il clima, e l'insieme di acqua, calore e altitudine genera un mosaico di ambienti raccolti in uno spazio relativamente ridotto. È proprio questa varietà a sostenere la fauna che ha reso celebre Mahale.
Gli scimpanzé al cuore del parco
Mahale protegge una delle più grandi popolazioni di scimpanzé selvatici della Tanzania. Questi animali vivono in comunità sociali, e un gruppo in particolare si è abituato nel corso di molti anni alla presenza prudente e rispettosa dell'uomo. Questa consuetudine spiega perché i visitatori possano osservare gli scimpanzé da vicino senza che fuggano; per proteggerli dallo stress e dalle malattie, però, gli ospiti restano a distanza e gli incontri sono brevi e limitati nel tempo.
Osservare una comunità di scimpanzé a riposo non ha nulla di uno spettacolo costruito. Le madri accudiscono i piccoli, i giovani si azzuffano e si rincorrono, e i maschi dominanti si affermano con improvvise esibizioni di rumore e forza prima che la foresta torni al silenzio. Gli scimpanzé condividono una grandissima parte del proprio patrimonio genetico con l'essere umano, e in nessun luogo questa parentela risulta tanto evidente quanto nelle espressioni, nei gesti e nei giochi di potere di un gruppo nel corso di un pomeriggio qualunque.
Gli animali rivelano inoltre quei comportamenti che affascinano gli studiosi da generazioni. Usano strumenti semplici, adattano la dieta alle stagioni e trasmettono abitudini apprese da una generazione all'altra, così che comunità diverse possano sviluppare usanze proprie. Restando in silenzio mentre un gruppo si nutre o sonnecchia, si comincia a intuire l'intelligenza al lavoro, la continua lettura di relazioni e stati d'animo che tiene unita la comunità.
Decenni di paziente ricerca
Ciò che distingue Mahale da molte altre mete è la profondità del sapere scientifico che la accompagna. Ricercatori, in particolare giapponesi, avviarono qui già negli anni Sessanta uno studio di lunga durata sugli scimpanzé, proseguito attraverso generazioni di studiosi e di primati. Poiché singoli individui vengono riconosciuti, nominati e seguiti da così tanto tempo, i loro alberi genealogici, le amicizie, le rivalità e le storie di vita sono documentati con notevole precisione.
Questa lunga cronaca ha plasmato anche il turismo. Le guide conoscono gli animali di vista e per il loro passato, e sanno spiegare non solo che cosa fa uno scimpanzé, ma anche perché, forti di decenni di osservazione. La presenza di una ricerca continua significa inoltre che il parco è gestito ponendo il benessere degli animali al primo posto, il che giustifica le regole rigorose su dimensioni dei gruppi, tempi di osservazione e precauzioni sanitarie.
Un parco che si raggiunge dall'acqua
Il viaggio d'accesso è parte di ciò che mantiene Mahale allo stato selvaggio. La maggior parte dei visitatori arriva con piccoli aerei charter fino a una pista vicina, per poi trasferirsi su una barca per l'ultimo tratto lungo la riva. Nessuna rete stradale scarica qui la folla, e una volta ripartito l'aereo l'isolamento è totale. Gli alloggi si limitano a una manciata di piccoli campi allestiti tra gli alberi, sul bordo dell'acqua, e il turismo resta contenuto, per necessità non meno che per scelta.
Le giornate assumono un ritmo senza fretta. Le mattine sono di solito dedicate al trekking alla ricerca degli scimpanzé, che può comportare sentieri ripidi e talvolta faticosi nella foresta, poiché gli animali si spostano liberamente e non sempre si trovano vicino alla riva. I pomeriggi tornano spesso al lago stesso, per un bagno, una pagaiata in kayak o semplicemente per osservare la luce mutare sull'acqua fino alle lontane montagne del Congo sull'altra sponda.
La vita oltre gli scimpanzé
Anche se gli scimpanzé sono il motivo per cui molti arrivano, Mahale ricompensa chiunque si interessi alla trama più ampia del vivente. Le foreste ospitano altri primati, tra cui specie di scimmie colorate e chiassose che si muovono nella volta arborea, e l'avifauna è abbondante in tutti gli ambienti. Foresta, boscaglia e riva del lago portano ciascuna le proprie comunità animali, ed è spesso nei passaggi tra l'una e l'altra che si concentra l'interesse.
Il lago Tanganica merita attenzione a sé. Le sue acque ospitano una straordinaria diversità di pesci, in particolare i piccoli ciclidi dai colori vivaci divenuti celebri tra gli acquariofili come tra i biologi evoluzionisti. Facendo snorkeling sopra i bassi fondali rocciosi si rivela un mondo di colori guizzanti, e il fatto che molte di queste specie non esistano in nessun altro luogo della Terra ricorda che il lago, come la foresta che lo sovrasta, è un luogo di specializzazione antica e profonda.
Scegliere il momento giusto
Mahale si può visitare per gran parte dell'anno, ma i mesi più asciutti sono generalmente preferiti per il trekking, quando i sentieri della foresta sono più praticabili e gli scimpanzé si trovano spesso a quote più basse. Nei periodi più umidi la foresta è rigogliosa e suggestiva, ma le condizioni di cammino si fanno più difficili e l'accesso può risentirne. Poiché il parco è limitato nella capacità di accoglienza e remoto sul piano logistico, è indispensabile pianificare con largo anticipo e prevedere un margine di flessibilità di fronte al meteo e agli spostamenti imprevedibili degli animali selvatici.
Qualunque sia la stagione, un incontro con gli scimpanzé di Mahale lascia quasi sempre un'impronta duratura. Non è una rappresentazione confezionata, ma un vero faccia a faccia con animali selvatici e intelligenti, in un paesaggio quasi intatto, senza strade né infrastrutture. È questa autenticità, più di ogni singolo avvistamento, ciò che si porta a casa.
Sulla mappa
L'isolamento di Mahale si coglie davvero solo vedendo dove si trova, raccolta contro il grande arco azzurro del lago Tanganica, con l'interno della Tanzania che si distende alle sue spalle. Per comprendere il viaggio, la penisola e i parchi e i laghi vicini che compongono questo angolo dell'Africa orientale, apri la nostra mappa interattiva. Da lì potrai seguire le rotte aeree, il profilo della riva e le terre selvagge circostanti, e immaginare come le foreste di Mahale si colleghino ai più ampi paesaggi da safari della regione.